IL MIO CORPO E’ LA MIA CASA

DAL 12 MARZO ALL’11 APRILE 2021

Group show al femminile ospitato allo
Spazio e Movimento
Via Napoli a Cagliari

a cura di Ivana Salis, Curatrice della Mostra

Sei artiste e 24 opere inedite per esplorare i temi legati alla funzione e percezione del corpo, sentito metaforicamente come casa, luogo dell’essere libero nella sua specifica condizione femminile.
con Pietrina Atzori, Roberta Congiu , Mara Damiani, Marilena Pitturru, Laura Saddi, Rosaria Straffalaci
Testi: Ivana Salis 
pH Massimiliano Frau – ASTERAS Associazione Culturale
Pietrina Atzori, con le sue installazioni tessili, sceglie una parte fortemente rappresentativa: il seno. Semioticamente riferito a diversi gradi di associazione: immagine di femminilità, oggetto del desiderio, reminiscenza infantile, simbolo dell’ossessione pornografica di uomini e donne si trasforma in protesi del corpo e del pensiero. Con il punto basso all’uncinetto costruisce il capezzolo, posato al centro della lunetta di gommapiuma che rinforza il reggiseno. Interviene ancora col ricamo su carta e lascia che fili e linfe si espandano nello spazio della vita.
Roberta Congiu e la sua penna a sfera si focalizza sul seno. Il corpo si trasforma in mezzo busto, rappresentato con assoluto iperrealismo, lasciando che lo stupore dell’occhio per la perfetta resa grafica, davanti alle mani che dinamicamente si muovono da parte a parte, si fermi nella lettura di questo alfabeto segnico. Le certezze lasciano il posto alle paure e lo sguardo vaga alla ricerca di quella forza interiore che è contenuta nel corpo casa.
Rosaria Straffalaci e le sue creazioni, trasfigurazione lirica di materiali di recupero.
Rosaria padroneggia la materia rendendola nella sua informe consistenza. Accumula, brucia, con la forza del gesto espande e scalfisce quasi, nella profondità dei vuoti che diventano la mimesi del varco da cui nasce la vita passando dal corpo femminile. Emergono gli stati emotivi, spazi e luoghi dove risiedono le più profonde paure e speranze.
Laura Saddi, la sua opera in quattro parti “What else is there”, è realizzata con tecnica mista su tavola con cui inscena un mondo dove immagini di sintesi infantile si alternano ad accentuate visioni surrealiste. La tecnica è insieme di più operazioni: pittura, collage, interventi a pastello a olio e matita, affinché ogni parte abbia la sua intensità. Evidente la simbiosi tra corpo e casa: seni, braccia e gambe ne abitano le pareti, con qualche ramo a ricordare l’unità tra le specie viventi. Una visione degna della più misteriosa pittura, ricordando quel folle mondo delle tavole di Hieronymus Bosch.
Mara Damiani , ideatrice della mostra, utilizza il segno grafico come strumento espressivo.
Mara parte dalla sintesi grafica dell’organo femminile: la vulva. Dalla forza dell’Unione in un grande cerchio floreale, la donna si libera nella potenza primordiale espansa tra lo spazio delle braccia a triangolo, simbolo del suo stesso ventre trasformato in cuore. Un inno alla vita, all’interpretazione di ogni parte femminile, alla strada verso la percezione dell’unicità di ognuna.
Marilena Pitturru ci coinvolge in una danza. Evolvendo il lavoro iniziato con la serie “Siluetas” del 2018, i corpi dalla matrice metallica, con il frottage, lasciano le loro impronte sulla carta. Nati dal ventre di una figura ancestrale, danzano come nella “Joie de vivre” di Henri Matisse. Si accompagnano nella dualità del maschile e femminile, sintetizzando le figure in superfici dove il corpo diventa spazio da abitare con la forma delle emozioni.